Salvo Manuli, artista palermitano con oltre trent’anni di esperienza nella grafica d’arte, inizia la sua attività artistica nel 1972 con una prima mostra personale nella città di Caltanissetta, dopo aver conseguito la maturità artistica, seguono successive partecipazioni e esposizioni a rassegne d’arte in tutto il territorio italiano.
Nel 1973 si trasferisce in Firenze per un periodo di studi presso la locale accademia, frequenta assiduamente gli studi pittorici dei maestri Guarnirei, Statizzi e Vespignani. Si abilita all’insegnamento di disegno e storia dell’arte intraprendendo una, non molto esaltante, esperienza nel mondo dell’insegnamento.
Contemporaneamente riscuote lusinghieri risultati in rassegne di interesse internazionale. Inizia rapporti commerciali con gallerie e mercanti del settore. Dal 1977 opera a Palermo, realizzandosi nell’ambito della cultura figurativa: antiche tradizioni, mestieri scomparsi, immagini di folklore (sia di cultura materiale contadina o urbana), ricostruzione immaginaria di siti, complessi architettonici, monumenti, antichi quartieri, vicoli, mercati, porti e arenili, sempre con visione generale soggettiva nella restituzione grafica e cromatica del contesto siciliano. Il tutto con il massimo rigore d’interdisciplinareità e ricerca culturale; tale impegno viene maggiormente evidenziato dall’esperienza acquisita dal Manuli dai suoi titoli universitari che lo rendono un esperto in archeologia.
Il maestro Manuli, è definito “il cantore della sicilianità”, forse ultimo artista errante. Le sue opere trovano una logica collocazione in Enti pubblici e privati con continue collaborazioni e in molte collezioni private. Regione Siciliana e molti municipi utilizzano le grafiche del maestro Manuli per divulgare la Loro “immagine” turistica, commerciale o storica, realizzando litografie, serigrafie, libri, manifesti.
Manuli, oltre un costante contatto con paesi europei con mostre, da artista errante, nel 1995 si trasferisce per un lungo periodo di “depurazione” in Australia dove opera in stretto contatto con le ambasciate, centri culturali italiani, locali e università, esperienze con un mondo artistico diverso dove l’arte e i colori “aborigeni” gli danno nuovi stimoli una volta ritornato nella Sua Sicilia.

Di rilievo è il lavoro dedicato dal Manuli alle sue opere riproducenti immagini della mitica “Targa Florio”, competizione automobilistica di rilievo mondiale, voluta fin dal 1906 dal pioniere Vincenzo Florio, conosciuto nel mondo per la sua smisurata sicilianità. Il maestro Manuli, da grande appassionato e pilota praticante, non si poteva esimere dal non illustrarla, “La Targa”, nei suoi colori, emozioni e leggendarie imprese intorno ai suoi personaggi e le auto partecipanti.