Antonio La Monica scrive di lui ...

...di quella (mia) nostra sicilianità.
............«M'immergo tra le figure manuliane e mi rivedo giovinetto in calzoncini corti ramingo e spensierato tra le afose e calde campagne dell'entroterra vicarese, dove ero solito trascorrere le mie intense vacanze estive. Nelle "cartoline" di Manuli rivedo i miei agrumi, così veri, che chiudendo per un sol momento gli occhi, li sento odorosi e profumati su sfondi baroccheggianti, le "zagare" sempre verdi, i tipici bagli ornati da colorite "graste", per lo più "ciacciate", e quei tetti che danno tipicità e caratterizzazione ai miei paesaggi.
............Mi riapproprio della mia etnia, fagocitata e dispersa nell'anonimato metropolitano, guardo il pupo ed il suo puparo, e sento svegliarsi dentro, come d'incanto l'emozione dello spettacolo che non comincerà mai; mi ritrovo bambino davanti al teatrino in ansiosa attesa che l'Orlando furioso dia vita alle sue eroiche gesta. Le qualità più immediate che l'artista palermitano possiede sono l'immediatezza e la forza, che supportate da una forte spinta verista, riescono a dar vita con estrema naturalezza a dei veri e propri "squarci" della nostra terra.
............Manuli è forse l'ultimo artista errante, cantore della mia sicilianità, che ogni tanto mi vien meno, traghettatore d'emozioni e sensazioni, sembra quasi volesse accompagnarmi in un viaggio virtuale, spaziando tra motivi montani, metropolitani e marini.
Canta la mia Sicilia. Terra forse martoriata, ma sicuramente baciata dal creatore per la straordinaria bellezza del suo paesaggio; per l'unicità delle opere d'arte che le appartengono e per le sue magnificenze architettoniche spesso presenti nella grafica dell'artista.
............Manuli ha il pregio di dare matericità alla grafica, una grafica che a primo acchito potrebbe apparire di guttusiana memoria, impressione che subito svanisce quando ti accorgi che Manuli, come gli artisti di un certo lignaggio possiede già un suo timbro e una sua riconoscibilità ben definita, caratteristica fondamentale per un'artista che sempre vuole trasmettere emozioni o "pulsioni", mutuando un termine, quest'ultimo, tanto caro a Freud.
............Ambasciatore di neo-realismo siciliano, lontano da stereotipi ideologici che oggi affollano il mondo dell'arte; i suoi pigmenti sono i colori della mia giovinezza, colori sempre caldi e nostrani che diventano fondamentali nelle tematiche paesaggistiche e figurative tanto care all'artista.
La sua grafica sembra quasi essere un'eterna dichiarazione d'amore verso la Trinacria; unico nel decodificare prima e nel riportare dopo, su grafica, processo di non facile attuazione, le sensazioni uniche, che solo i luoghi della nostra terra ci sanno dare.
............Terra e Mare dunque, elementi questi ultimi, presenti a più riprese nei quadri di artisti sanguigni quali Migneco, Guttuso, Giambecchina, che della terra e della vita nei campi ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia e, dallo stesso Picasso, il quale, forse pochi sanno, aveva per il mare un trasporto straripante, lo amava al tal punto da scegliere di passare molti anni della sua vita in modo da poterlo osservare da vicino dalla finestra dei suoi studi, permettendo così che gli aromi e l'intensità dei colori fossero perennemente presenti nella sua costante creatività.
Il binomio terra-mare per noi isolani è pressoché inscindibile, l'acqua è qualcosa che da sempre ci appartiene, e che spesso abbiamo anche mitizzato, una sorta di concessione divina dalla quale è impossibile separarsi; per cui il suddetto binomio altro non è che sinonimo di genesi e allo stesso tempo di forza.
............Il nostro "prato azzurro", che ritroviamo spesso nella grafica di Salvo, è uno spettacolo incredibile, uno scatenarsi di energia, materia, odori e sfumature luminose, un eterno e costante richiamo alla nostra radice vitale. Del resto chi come noi, vive circondato dal mare, prova per esso un intenso ed indissolubile amore.»

 

Francesco Carbone ha scritto di lui nel 1971:
«… quel suo realizzarsi nell’ambito della cultura figurativa mediante la scelta di momenti tesi ad attuarsi per gradi o per successioni di “genere” pittorico. Allo stato attuale il “primo” momento è costituito dalla “grafica” nel suo insieme; dall’esigenza di stabilire colle superfici un rapporto di “sintesi” o un rapporto di relativa immediatezza espressiva. Un fatto anche tattile di ottica rivalutata, il cui tramite di resa (china, pastello, acrilici, acquarello etc. …) è recepito ed attivato da Manuli con efficace scioltezza di mano …»

Hanno scritto inoltre di lui: S. Cuccia, N. Ventra, A. Rubino, E. Casamassima, G. Schifano, L. Miraglia, G. Brogna, Lou Klepak, F. Varchi, A. Sconso, R. Romualdi, G. Barresi, F. Steeve, M. Ryan ecc…